Tutto ha un inizio e tutto ha una fine e questo vale anche per l’uomo che ha incantato milioni d’italiani con le sue storielle e che nelle ultime elezioni amministrative di Milano ha ricevuto l’ufficializzazione del suo stato di totale decadenza.

La sua memoria da pesciolino rosso avrà già dimenticato quando, certo dei risultati positivi che avrebbe ottenuto, sbraitava durante la campagna elettorale della Moratti e trasformava le elezioni cittadine in un referendum sulla sua persona, ma le cose sono andate diversamente e non è la visione distorta di qualche magistrato comunista, ma la considerazione di un risultato reale, come reale è la percentuale del solo 2,5% delle preferenze ottenute da Berlusconi.

Come sappiamo però, Berlusconi è affetto dalla ormai nota sindrome del cervello da pesciolino rosso e tutto ciò che non gli fa comodo finisce nel dimenticatoio, eppure, certi dati sono molto interessanti e vanno approfonditi per capire quanto il fenomeno del berlusconismo si sia ridimensionato (per non dire quasi annullato), e allora…

A Milano gli aventi diritto al voto sono 996.400 e questo vuol dire che un personaggio come Berlusconi, che a Milano è nato politicamente, avrebbe dovuto ricevere preferenze a 6 cifre e invece, quello che doveva essere un plebiscito popolare, si è trasformato in una dolorosa bocciatura con sole 27.972 preferenze.

Il Presidente del Consiglio può anche far finta di nulla e allungare il brodo del suo governo grazie alla compiacenza della Lega Nord e alla campagna acquisti di parlamentari, ma il ghigno che ha sempre illuminato il suo viso dovrà lasciar spazio ad un sorrisetto di circostanza che cerca di nascondere il suo declino politico.

A questo punto mi auguro che l’elezione di Pisapia a Milano sia confermata al ballottaggio, nonostante la politica diffamatoria adottata dal centro-destra e dalla Lega Nord che evidenzia la mancanza di contenuti, in modo da rendere più profonda la crepa che queste elezioni hanno formato lungo il sistema Berlusconi e che i 4 sì dei referendum di giugno passino e diano l’ultimo colpo per far sgretolare il castello di sabbia costruito da Berlusconi in questi ultimi decenni della storia della politica italiana.

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