Giovanni Falcone
(Palermo, 18 maggio 1939 – Palermo, 23 maggio 1992)

 

Caro Giovanni,

Sono trascorsi vent’anni dal giorno della tua morte e, purtroppo, la mafia continua ad incombere sul nostro Bel Paese, ma il tuo operato, con quello del tuo amico Paolo Borsellino, ha smosso le acque torbide del fetido sistema mafioso che dominava su tutto e tutti.

In questi ultimi decenni la polizia è riuscita ad arrestare nomi illustri della mafia e a confiscare i loro beni sporchi di sangue, è aumentata la gente che denuncia l’imposizione del pizzo e il coinvolgimento dei giovani in questa battaglia contro la criminalità organizzata ha inizio dalla scuola.

Certo, se ti dicessi che va tutto bene e che siamo alla risoluzione del problema mentirei e quel che manca è una presa di coscienza delle Istituzioni che dovrebbero andare più in profondità, garantendo il massimo sostegno a chi denuncia la mafia, anziché lasciarli in balia dei loro aguzzini che sono consapevoli di potergli rovinare la vita facendola franca.

Tu stesso dicevi quanto fosse importante prendere sul serio la mafia e quanto fosse determinante il ruolo delle Istituzioni per contrastarla e, insieme a Paolo, ci hai rimesso la vita per portare avanti questo ideale che, però, lo Stato disattende.

Tante belle parole in occasioni degli anniversari della tua morte, ma poi i nostri rappresentanti politici si dimenticano del problema e lo lasciano nelle mani della polizia a cui, spesso, non forniscono neanche i mezzi necessari per operare.

L’altro problema e che la mafia negli anni ha cambiato pelle ed oggi è meno evidente e ce la ritroviamo sin dentro le Istituzioni che dovrebbero combatterla(?!), ma tu questo lo sai, considerando che la tua stessa morte è avvenuta anche per mano di uomini di Stato.

La soluzione?

Ad avercela…  ma, di certo, si dovrebbe partire dalla questione meridionale che da troppo tempo è stata accantonata, lasciando il Sud alla mercede delle mafie che in esso trovano un ambiente perfetto per proliferare.

La strada è tutta in salita, ma una cosa è certa, la tua morte (e quella di tua moglie, della tua scorta e di Paolo Borsellino) e soprattutto la tua vita, hanno lasciato un segno indelebile a cui noi, e le generazioni future, c’ispireremo per puntare ad un Paese libero dalle mafie.

Grazie, Giovanni!

……….

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