“In un ipotetico Referendum sulla cancellazione della Festa della Repubblica del 2 Giugno, come vi esprimereste? Io voterei No e vi spiego anche il perché…”

Il 2 giugno del 1946 gli italiani (e le italiane per la prima volta) appena usciti dall’orrore del nazifascismo e con un intero Paese da ricostruire, espressero il loro voto a favore della repubblica nel memorabile quesito referendario che metteva in discussione la monarchia  e oggi quella data è diventata un’occasione per celebrare il valore di un momento storico così importante, almeno per quelli che credono che il potere debba essere del popolo e non dei sovrani.

Da alcuni anni la Festa della Repubblica è oggetto di critiche per le spese necessarie a metterla in atto e quest’anno il terremoto in Emilia-Romagna ne ha amplificato l’effetto, tanto che molti avrebbero voluto che non si facesse la parata simbolo del 2 Giugno.

Beh, nel referendum immaginario che chiede di scegliere se cancellare i festeggiamenti dell’anniversario della Repubblica di quest’anno, io mi schiero con Napolitano e con chi condivide la scelta di celebrare, seppur con le dovute misure in rispetto degli emiliani e delle casse dello Stato.

La mia non vuole essere una presa di posizione nazionalista, ma, per quanto sottovalutata, la data del 2 Giugno esprime dei valori importanti come il 25 Aprile e il 1° Maggio e, a parte chiedere una versione dei festeggiamenti in linea con la situazione del Paese, di certo, non sono i soldi per la parata della Festa della Repubblica che rimettono a posto i conti dello Stato o che ricostruiscono le case in Emilia-Romagna, perché gli sperperi sono ben altri e basta andare a vedere i le spese di Regioni, Province e Comuni.

Quando il governo Berlusconi voleva cancellare le festività del 25 Aprile, del 1° Maggio e del 2 Giugno si è sollevato lo sdegno collettivo e adesso è diventato un problema di Stato festeggiare una volta l’anno la nascita della Repubblica italiana?!

Cerchiamo di essere coerenti e di mostrare il nostro sdegno verso i veri problemi che affliggono il Paese e teniamoci stretti la festività ed i valori contenuti nel 2 Giugno che i quattro leghisti sfigatelli vorrebbero cancellare.

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