“Oggi è la Giornata Mondiale dell’Ambiente ed è un’ottima occasione per parlare di Green Economy e del rapporto dell’Italia con le Rinnovabili…”

Secondo una recente stima, l’intero indotto nazionale delle rinnovabili raggiunge il 10% del PIL (Prodotto Interno Lordo) del Paese con circa 40 miliardi di euro, è il principale creatore di lavoro a tempo indeterminato che interessa soprattutto i giovani sotto i 35 anni ed è uno dei pochi settori che soffrono meno la crisi.

E pensare che il Governo Berlusconi voleva puntare sul nucleare ed eliminare i finanziamenti alle rinnovabili?!

Adesso bisogna chiedersi se il Governo Monti vorrà sviluppare un sistema virtuoso che permetta al settore delle rinnovabili di svilupparsi a pieno, diventando uno dei punti di forza da cui far ripartire l’economia italiana, o se continuerà a sottovalutare questa gallina dalle uova d’oro.

Il Ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, si è detto consapevole delle potenzialità del settore della green economy sul fronte dell’economia nazionale e dell’occupazione e ha fatto presente che il governo ha messo a disposizione 60 miliardi che si sta tentando di veicolarli in maniera fruttuosa nel comparto italiano del “green”.

A quanto pare, però, lo spettro del rigore “montiano” aleggia anche su un settore così promettente e sembrerebbe di capire che non ci sia un vero piano che punti sulle rinnovabili per far ripartire il Paese.

Intanto Cina e Germania (non a caso i due Paesi con l’economia più stabile) hanno integrato strutturalmente le rinnovabili nel proprio piano economico, diventando tra l’altro i principali costruttori al mondo di pannelli fotovoltaici, e dimostrano di aver ben compreso le potenzialità della green economy, come strumento per ridurre le emissioni di CO2 e la dipendenza dal petrolio e per far crescere l’economia e l’occupazione.

Va detto che l’Italia negli ultimi anni ha recuperato parte del gap con il resto dei Paesi industrializzati in fatto di rinnovabili, ma adesso è tempo di osare e di non perdere per l’ennesima volta un’occasione così ghiotta che può tradursi in qualcosa di significativo per l’economia e l’occupazione del Paese.

Abbiamo il sole, il vento e l’acqua grazie alla struttura morfologica del nostro Paese e, se ben sfruttati, concorreranno a farci crescere e ad avvicinarci di più all’ambiente che finora abbiamo solo mortificato con scelte sbagliate.

Viene da sorridere al pensiero che, fino a qualche anno fa, chi parlava di rinnovabili era etichettato come un fricchettone che sperava di mangiare e scaldarsi con gli elementi naturali del pianeta e invece la rivoluzione è cominciata e si tratta solo di parteciparvi o restare a guardare.

Mi auguro che per una volta l’Italia partecipi attivamente al rinnovamento, anziché fare quello che gli riesce meglio…  …restare a guardare.

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