“Il Grillismo è figlio del Berlusconismo e del Celodurismo? Beh, a prima vista sembrerebbe esserci un legame…”

Il consenso popolare verso i partiti politici è ai minimi storici e il disastroso ventennio segnato dal berlusconismo e dal celodurismo si è, fortunatamente, concluso, ma all’orizzonte s’intravede qualcosa di – apparentemente –  nuovo e, come accade nei periodi d’incertezza, la novità cattura l’attenzione dei molti.

Il cambiamento si chiama Movimento 5 Stelle e risponde al nome di Beppe Grillo che ne è il fondatore e il portavoce.

Beppe Grillo incanta le piazze facendo leva sul malumore popolare e con toni concitati rivendica la necessità di liberare il Paese dall’attuale classe politica per riappropriare i cittadini del potere decisionale.

Ma il “grillismo” è, realmente, una novità o una banale riproposizione del berlusconismo e del celodurismo al tempo di intenet?

Vent’anni fa, Berlusconi con Forza Italia e Umberto Bossi con la Lega Nord, catturavano l’attenzione delle folle deluse dallo scandalo di tangentopoli, promettendo una rivoluzione dalla base che avrebbe scardinato i cardini della vecchia politica e che avrebbe restituito il potere al popolo, ma poi sappiamo tutti com’è finita…

Verrebbe pertanto da dire che il grillismo è figlio del berlusconismo e del celodurismo, ma il grillismo è legato alla persona di Beppe Grillo e, se com’è risaputo il Movimento 5 Stelle è un movimento di cittadini che in Grillo vede solo un portavoce, la questione verrebbe a cadere perché mancherebbe la figura  del capo a comando che è tipica del berlusconismo e del celodurismo.

Poi, la dichiarazione di Grillo sul fatto che non intenda candidarsi a leader del Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni nazionali, dovrebbe essere un ulteriore segno di quanto non esista il grillismo e, di conseguenza,  non esistano i “grillini”, ma i cittadini del Movimento 5 Stelle.

Questione risolta, quindi?

Uhm… Non proprio…

Il Movimento 5 Stelle ha la caratteristica di nascere e strutturarsi sul territorio con i cittadini del luogo mentre Beppe Grillo gira l’Italia in cerca di proseliti grazie alla sua fama e al suo modo di fare.

E fin qui tutto bene, poi, però, il “portavoce” ordina ai membri del movimento di non presenziare ai talk show politici e richiama alcuni sindaci neo-eletti su comportamenti che stridono con la sua “visione 5 Stelle”?!

A questo punto la domanda da porsi è:

Grillo è davvero un semplice portavoce che interviene solo per il bene del movimento o si sente più il capo di quella che in fin dei conti è una sua creatura?

Beh, questo ce lo dirà soltanto il tempo, ma passiamo dire fin d’ora che, nella prima ipotesi il Movimento 5 Stelle si presenta come una reale possibilità di cambiamento fatta dal popolo mentre nell’altro caso ci troveremo di fronte alla rivisitazione in chiave postmoderna del berlusconismo e del celodurismo.

Beppe, che intenzioni hai?

E voi che idea vi siete fatti?

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