“La Sicilia perde la sua attrattiva turistica e regala i propri turisti a Calabria e Puglia e la colpa è delle istituzioni locali e dei siciliani…”

Alla Sicilia è rimasta da giocare la sola carta del turismo, ma il degrado morale e culturale che caratterizza le istituzioni locali, e molti siciliani, sta compromettendo in maniera irreversibile l’unica fonte su cui questa terra disgraziata può puntare e per questo ringraziano Calabria e Puglia che hanno visto aumentare le percentuali di visite grazie ai visitatori persi dalla Sicilia che, da regina delle vacanze, è passata sorella povera della vicina Calabria e Puglia.

Verrebbe da chiedersi il perché di questo risultato scadente per la “terra del sole”, ma chi, come me, ci vive, comprende facilmente quest’inversione di tendenza in fatto di preferenze turistiche, poiché il degrado dell’isola la rende poco appetibile.

La Sicilia è la regione che spende di più per la promozione turistica, ma i risultati non si vedono perché il vacanziere ha ormai capito che la rappresentazione promozionale dell’isola non corrisponde alla realtà fatta d’infrastrutture inesistenti, beni culturali abbandonati al degrado e spiagge e mari sporchi.

La responsabilità di tutto ciò è da attribuirsi a politicanti da strapazzo che a tutto pensano, ma non agli interessi della regione e dei siciliani, perché altrimenti avrebbero valorizzato il territorio investendo in infrastrutture, nella cura del patrimonio artistico-culturale e nella cura delle spiagge e soprattutto dei mari che soffrono della mancanza di depuratori agli sbocchi fognari.

Una tiratina d’orecchie va anche a tutti quei siciliani che sembrano godere del degrado della propria terra, umiliandola ulteriormente con comportamenti poco civili rappresentati dalla tendenza a decorare spiagge e anfratti marini con la propria immondizia, anche quando a 20 metri si ritrovano un cassonetto?!

Generalmente si è orgogliosi della propria terra, ma devo ammettere che trovo molte difficoltà ad esternare questo sentimento, perché non mi riconosco in questo vergognoso andazzo che sembra imperare in una regione che, potenzialmente, ha molto da offrire.

Mi rivolgo a voi cari corregionali…

E questa la Sicilia che volete?

E questa la Sicilia che vi rappresenta?

E questa la Sicilia che vi rende orgogliosi?

Per me, No!

Finora ho sempre azzittito quella vocina che dentro di me, mi spingeva a partire e lasciare la terra che mi ha visto nascere, ma non ho più la forza per farla tacere, perché la realtà siciliana lascia sgomenti e si affaccia su un bellissimo balcone barocco che, però, non ha vista.

Io sono pronto a rimboccarmi le maniche e ad essere parte attiva del cambiamento, ma in pochi non si ottiene alcun risultato e non vorrei spendere le mie forze per scontrarmi contro dei mostri immaginari come un moderno Don Chisciotte.

Ho bisogno di mettere radici, ma la paura è che la terra siciliana possa farle marcire, destinandomi ad un futuro privo di frutti.

Mi piacerebbe avere un riscontro con chi la vive questa terra perduta, per capire se è ancora possibile sperare in qualcosa di concreto, ma è probabile che queste mie grida passeranno inosservate.

……….

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