lacrime

Perche piangiamo?

Domanda semplice dalla risposta complessa e non risolutiva.

Iniziamo con il dire che il pianto può essere valutato sotto due aspetti:

  1. Meccanico
  2. Emotivo

– Il pianto meccanico, determina un’attivazione delle ghiandole lacrimali che secernono le lacrime come risposta ad un’anomalia nell’ambiente oculare.

Ne sono esempi:

  • Il corpo estraneo (es. moscerino) che finendo nell’occhio determina una risposta delle ghiandole lacrimali che, stimolate dal cervello, secernono lacrime per la risoluzione del fastidio;
  • L’aumento improvviso di luminosità che determina la fuoriuscita di lacrime per difendere la cornea;
  • Un’infezione incorso che stimola le lacrime per contrastare il proliferare di virus/batteri.
  • Alcune sostanze presenti nell’aria che irritando le terminazioni nervose dell’occhio, provocano una risposta del cervello che attiva le ghiandole lacrimali.

– Il pianto emotivo, determina un’attivazione delle ghiandole lacrimali che secernono le lacrime come risposta ad una stimolazione della sfera emotiva.

In questo caso, entrano in gioco una serie di sentimenti, come la tristezza, la paura, il dolore, la rabbia, o anche la gioia, che portano il cervello ad una risposta che si traduce con le  lacrime.

Ora, se tutti concordano sull’aspetto meccanico delle lacrime, meno certezze si hanno per quelle d’origine emotiva, che però, trovano probabile spiegazione nel fatto che, contenendo ormoni dello stress e un oppioide endogeno (una sorta di anestetico naturale), sembrerebbero il risultato di una sorta di sfogo emotivo con relativa sensazione di quiete, un po’ come la quiete che si respira dopo la tempesta.

Curiosità sulle lacrime:

  • Le lacrime nel neonato appena partorito sono una benedizione, perché si tratta di un atto meccanico con cui si attiva la respirazione e la circolazione.
  • Secondo una statistica, le donne piangono più degli uomini; infatti,  mentre gli uomini piangono in media una volta al mese, le donne sono 5 volte più inclini al pianto, influenzate dagli sbalzi d’umore relativi al ciclo mestruale.
  • L’espressione “piangere dal ridere”, indica la fuoriuscita di lacrime per il troppo ridere, ma non è il risultato di una risposta meccanica o emotiva dell’occhio, ma dell’intensa stimolazione dei muscoli della faccia.
  • Le cipolle ci fanno piangere perché durante il taglio rilasciano nell’aria delle sostanze che irritano le terminazioni nervose dell’occhio.

Beh, penso che si possa essere d’accordo sul fatto che un sano pianto riesca a farci scaricare ansie e tensioni accumulate, e nonostante, in molte culture il pianto maschile sia erroneamente considerato una debolezza, possiamo affermare che, il maschio, come la femmina dell’uomo, ha una sua sfera emozionale che deve potersi esprimere.

E voi, perché piangete?

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